Un viaggio tra fenicotteri, cervi e cavalli selvaggi
Il Delta del Po, una delle zone a più alta biodiversità d'Europa.
Oltre 15.000 fenicotteri che colorano di rosa l'orizzonte, tutto l'anno. Cervi che non si trovano in nessun'altra parte d'Italia. Cavalli che vivono ancora allo stato brado. Benvenuti nel Delta del Po, una delle zone umide più estese e ricche di biodiversità d'Europa, dove il fiume più lungo del Paese si perde in un intrico di canali, valli e dune. Proprio per la varietà di ambienti che racchiude — acqua dolce, salmastra e boschi — è una delle aree a più alta intensità di biodiversità del continente.
Tra Ferrara, Ravenna e l'Adriatico.
Siamo nella parte più orientale dell'Emilia-Romagna, tra le province di Ferrara e Ravenna e il mare Adriatico, dentro il Parco del Delta del Po. È un territorio d'acqua: valli salmastre, canali, dune fossili e boschi planiziali si alternano su un'area di oltre 11.000 ettari, con un livello medio dell'acqua che raramente supera gli 80 centimetri. Proprio questa bassa profondità, insieme alla posizione a metà delle principali rotte migratorie europee, è uno dei motivi per cui qui la vita si è moltiplicata così tanto.
Dal 2015 Comacchio fa parte del progetto UNESCO MAB (Man and Biosphere), che riconosce e sostiene l'equilibrio tra attività umane — qui storicamente la pesca — e conservazione dell'ambiente naturale.
I numeri aiutano a capire quanto ci sia da vedere: oltre 350 specie di uccelli censite, una delle aree più ricche d'Italia per biodiversità legata all'avifauna, e una catena che parte dal microscopico — le microalghe fitoplantoniche che colorano l'acqua — fino agli animali più grandi, come i fenicotteri stessi.
E non è solo acqua e cielo: nell'entroterra si trovano boschi antichi rimasti quasi intatti, dune che raccontano una linea di costa scomparsa migliaia di anni fa, e mammiferi che altrove in Italia non si trovano più. Il viaggio comincia proprio da qui, dall'acqua.
Prima tappa, Stazione Foce: tra lavorieri, anguille e fenicotteri in volo.
Il punto di partenza è Stazione Foce, nel cuore delle Valli di Comacchio. Qui la tradizione più antica del territorio è ancora viva: il lavoriero, un sistema di canali e reti usato da secoli per la raccolta dell'anguilla, ancora oggi tra i metodi più efficaci per questa pesca. "Bisogna parlare più che di pesca, forse di raccolto", racconta Federico De Marco, guida ambientale escursionistica delle valli — un'immagine che rende bene il rapporto quasi agricolo tra la comunità di Comacchio e queste acque.
L'anguilla, tra l'altro, resta una delle creature più misteriose del Delta: nasce a migliaia di chilometri di distanza, nel Mar dei Sargasso, e attraversa l'intero oceano per arrivare fino a qui.
È anche la tappa delle esperienze più iconiche: un giro in barca lungo i canali,un'escursione in canoa al tramonto, magari nelle notti di luna piena, quando l'unica luce è quella naturale.
Nel cuore del Gran Bosco della Mesola, regno del cervo autoctono.
Lasciata l'acqua alle spalle, il viaggio entra nell'entroterra, nel Gran Bosco della Mesola: un bosco planiziale sorto su un'antica linea di costa, con un suolo sabbioso che conserva ancora le ondulazioni delle dune originarie. È un bosco naturale nel senso più letterale: nessuno lo ha piantato, e al suo interno cresce ogni essenza tipica del territorio, dal leccio sempreverde — che gli garantisce copertura anche d'inverno — a una fauna che include volpi, tassi, donnole e una delle concentrazioni europee più alte di allocco.
Il vero protagonista, però, è il cervo della Mesola: l'unico cervo autoctono originario della penisola italiana.
La riserva si visita da marzo a tutto ottobre: una parte, più piccola, è percorribile in autonomia su sentieri segnalati — la maggior parte accessibili anche in carrozzina — mentre l'area più estesa si esplora accompagnati dalle guide, in bici o in pulmino.
Boscoforte, la penisola selvaggia tra fenicotteri e cavalli liberi.
Dal bosco si torna verso l'acqua, per una delle sorprese più grandi del viaggio: la penisola di Boscoforte, una delle aree più selvagge e tutelate dell'intero Parco del Delta del Po. È una lingua di terra che si allunga da sud a nord dentro le Valli di Comacchio, sopra una paleoduna di epoca etrusca — un tempo, qui, arrivava il mare Adriatico.
È il luogo dove si trova la colonia di fenicotteri nidificanti più grande d'Italia, circa 10.000 esemplari visibili tutto l'anno, e dove i cavalli vivono ancora liberi, allo stato brado — una delle immagini più riconoscibili della penisola.
Per proteggere l'oasi, l'accesso è consentito solo a piedi. Il modo migliore per viverla è un'escursione mista, bicicletta più piedi: si arriva pedalando fino al cancello dell'ingresso e si prosegue camminando dentro la riserva — un'esperienza che unisce parte sportiva e parte immersiva, ideale per chi vuole avvicinarsi davvero alla natura senza disturbarla. Vicino a Boscoforte, troviamo anche l'Argine degli Angeli — una ciclabile di 7 chilometri immersa nell'acqua, con la valle su entrambi i lati e l'orizzonte davanti; assolutamente da provare.
Ultima tappa, Spiaggia Romea: i cavalli del Delta al tramonto.
L'ultima tappa è Spiaggia Romea, l'allevamento vicino a Lido delle Nazioni oggi conosciuto come la Camargue italiana per la razza di cavalli Delta che qui vive libera dodici mesi l'anno, insieme a daini e bovini di origine camarghese. "I nostri cavalli del Delta sono i custodi di questo ambiente", racconta Alinda, responsabile dell'allevamento.
D'inverno il paesaggio cambia completamente: le aree si allagano e diventano vere e proprie piscine naturali, dove i cavalli — perfettamente adattati all'ambiente acquatico — camminano tra acqua dolce e salata, arrivando in alcune passeggiate fino al mare. La struttura organizza passeggiate a cavallo per tutti i livelli e attività di ippoterapia dedicate anche ai più piccoli, rendendo questa tappa una delle più adatte alle famiglie.
Ed è qui che conviene chiudere la giornata: con la luce del tramonto che si riflette sull'acqua bassa e i cavalli che tornano a muoversi liberi verso l'orizzonte.
Le quattro tappe insieme meritano qualche giorno con calma, non una gita mordi e fuggi. Sono l'occasione per una vacanza in famiglia, tra ippoterapia e passeggiate a cavallo, oppure per un soggiorno più sportivo, tra bici e canoa — senza contare le soste per la gastronomia locale, dall'anguilla ai prodotti delle valli.
Il Gran Bosco della Mesola si visita da marzo a ottobre; le Valli di Comacchio, Boscoforte e Spiaggia Romea si vivono tutto l'anno, con atmosfere diverse tra estate e inverno. È un territorio che negli ultimi anni sta vivendo una vera esplosione di interesse, e chi lo scopre per la prima volta resta sorpreso da quanto ci sia da vedere.
Il Delta del Po emiliano-romagnolo non è un parco da guardare da lontano: è un territorio che si visita in barca, a piedi, in bici, in canoa, a cavallo. Ogni tappa racconta una storia diversa — un lavoriero secolare, un cervo che non si trova in nessun altro luogo d'Italia, una grande colonia di fenicotteri, cavalli liberi che accompagnano il tramonto. Non resta che scegliere quando partire.